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La Scoperta di una Dea

di Valentina Airesis Minoglio

(in collaborazione con Le Intagliatrici del Legno)

 

“What you seek is seeking you.” “If we look at the process of the incarnation of a godhead in psychological terms, then it is the mirror effect of a realization by man, or the archetypal background of a psychological realization. We think generally of modern man having an ego, then a threshold of consciousness, with the unconscious below. In dreams we distinguish the personal unconscious from a structure underneath (that which we call the collective unconscious), the energetic nuclei of which would be the archetypes. Normal man has no idea of this reality and experiences it therefore in projection. Through modern Jungian analysis one has begun to discover this substructure of the human psyche and to see that the motivations behind our fate stem from there, and, coming through the filter of the personal unconscious, modify and influence consciousness. In the analytical process we use the word integration for what happens, meaning that the ego relates to these contents, has an Auseinandersetzung, a confrontation, with them, recognizing them as the deeper part of its own psychic substructure. Now, what happens, actually, if you take a mirrored, symmetrical standpoint and look at the thing from the side of the archetypes ? The archetypes are the gods of polytheistic paganism. The Greek gods are the archetypes in the collective Greek psyche. What happens to the gods if this process of integration takes place ? A relationship is never only a one-way thing, so the gods get pulled into the human realm and, in the countermovement, the ego expands its conscious awareness. That is the process of the incarnation of a god. Actually, the beginning of this process is not here. We very often see in the impulse toward individuation and integration [that] it is the god who wants to incarnate. Only secondarily is the ego touched and pulled into the process. This explains why initial dreams in analysis frequently are not that the ego meets divine figures, but that the god has decided to incarnate. The ego has no idea of this but is looking somewhere else, has had money or marital troubles, and does not know yet what is being played out on the other side. Very often the creative initiative of the process of individuation comes from the other side [i.e. from the archetypal background within the unconscious].” ―Marie-Louise von Franz

Accade così, apparentemente per caso. O per la legge della serendipità. O per magia. O grazie a un sogno, appunto. O ancora grazie alla lettura di parole illuminanti (in questo caso sicuramente The Inner Mysteries di Janet Farrar e Gavin Bone). Stai facendo ricerche su antiche divinità della tua terra, ricerche spirituali (letture, studi, viaggi sciamanici, rituali, meditazioni) quando all’improvviso un nome appare, viene sussurrato lieve. Non la Vedi ancora, ma decidi insieme ai tuoi compagni di ricerca di seguire l’istinto e di approfondire. Arriva a quel punto una fase sorprendente, meravigliosa nel senso che lascia a bocca aperta dallo stupore pieno di incanto e gratitudine, in cui le coincidenze, o sincronicità, si moltiplicano. È una fase pericolosa, anche: tutto sembra “tornare”, vedi “segni” ovunque e sembri un po’ invasato. Tutto, o moltissimo, sembra ricondurre a Lei, a quella Dea.

Con un po’ di esperienza si impara, anche in questo campo, a procedere come su una blade runner, in bilico su una fune tra follia e ispirazione, tra ridicolo e tenerezza, fra bugia e verità, come ombre e pagliacci molto spesso, trovando una autenticità che è sempre in divenire e che si fonda su “segreti” com-presi dall’anima, e anon perdersi in questa fase, ad aspettare ancora un po’. Una Dea, come qualsiasi “persona”, ha bisogno di tempo per essere scoperta, e del massimo rispetto. La fase successiva consente di scoprire che effettivamente questa Dea, con questo nome, non la conosce quasi nessuno. Che effettivamente è “apparsa” in contemporanea a più persone. Che effettivamente, analizzandola, ha moltissimi punti di contatto con altre Dee. Che forse di manifesta nella tua vita in diversi modi, tutti da comprendere e da interpretare. E che forse Vuole essere risvegliata, riscoperta. Ma quello che spinge a fare tutto questo è che questa Dea, come tutte, è… bellissima! La mente, il cuore, lo spirito si colmano di gioia e non c’è nulla di più bello, per un neopagano, che… andare alla scoperta di divinità e condividerle, sapendo di parlare lo stesso linguaggio.

Questo breve articolo vuole essere allora il racconto di una scoperta. Che non è finita, anzi è solo all’inizio. Magari potrà essere un piccolo spunto per chi vuole andare a conoscere una Dea che… effettivamente è splendida da conoscere.

Per quello che abbiamo trovato fino a qui, questa Dea si chiama FERONIA, è una Dea etrusca molto antica e questa è la sua storia per come l’abbiamo conosciuta fino a qui. Chiunque la conosca già e ne sappia di più, ne parli! Non vediamo l’ora di condividere più esperienze e informazioni possibile.

DAL GENIUS LOCI A UN LUOGO DI CULTO ANTICHISSIMO

Novembre 2012: inizia (o meglio riprende e continua), una ricerca magica sul Genius Loci delle terre che abitiamo per connetterci agli Dei in modo sempre più specifico e “nostro”. Verifico e scopro altre cose interessanti sulle acque sotterranee di Milano, acque segrete, nascoste, che seguono puntualmente  le linee energetiche di questa città tutta da scoprire nella sua essenza sicuramente non visibile a tutti,  sangue di Gaia e ricche di memorie che si intrecciano con la storia delle streghe almeno nella città di Belisama e sono legate, anche qui, alla presenza di un “drago”…

La ricerca continua, e scopriamo un Luogo di culto molto antico. Concentrandoci su questo luogo, con diverse tecniche magiche, scopriamo sempre più dettagli interessanti. Con rituali il Luogo ritorna a vivere nel suo senso originario, luogo di culto appunto legato a megaliti allineati astronomicamente e astrologicamente, e con la particolarità di una suddivisione di culto maschile e femminile che si ricongiungono. Particolare è anche la presenza di una fonte antichissima, acque che sgorgano dal cuore di Gaia e che in particolari momenti dell’anno vengono “baciate” dal sole.

A Ostara un’altra “rivelazione”: ri-scopriamo una Dea molto antica, etrusca, legata alle fonti, alla ruota dell’anno, molto simile alle antiche Dee-Serpenti, celebrate in Luoghi o Oracoli famosi dell’antichità come Delfi, ma con, ancora, la particolarità di essere inscindibilmente legata alla controparte maschile, il Sole, o Drago solare, tanto da poter dire che la loro “danza d’amore” dà la vita, dà vita alle stagioni, ai cicli, ai passaggi rituali di rinascita.

 

CONTATTO DIRETTO CON LA FONTE PURA DELLA DIVINITA’

Come nella concezione della Wicca tradizionale, quindi, un duoteismo che ispira archetipicamente i passaggi evolutivi dell’Arte. E ancora, come dicono anche Farrar e Bone in Inner Mysteries, “il contatto diretto con la fonte pura della divinità risveglia gli dei antichi, dentro e fuori di noi, dà loro un volto specifico, un nome, una storia” che si intreccia con le storie personali di noi streghe, “studenti dei loro misteri”.

La ricerca non è conclusa, ma sono molti i punti in comune fra Feronia e le Dee più antiche, e guidati da Feronia abbiamo chiarito meglio alcuni tratti comuni alle divinità più antiche, ri-scoprendone altre. Focalizzato alcuni concetti della spiritualità al femminile ( un focus su di essa aiuta, oggi, a sentire l’anima del mondo e a riconnetterci quindi con la nostra anima, o viceversa naturalmente). E perchè Feronia, appunto, è “rinata” grazie a un contatto profondo, magico, spirituale con  un Luogo particolare della terra che abitiamo e in cui abbiamo le nostre radici.

Siccome siamo neopagani, partirei dalla conoscenza diretta con Feronia attraverso la sua Invocazione:

 

Protettrice dei luoghi sacri

boschi, antri, sorgenti sotterranee e fonti oracolari da cui sentiamo il sussurro della tua sapienza antica

ispirata dalla forza di vita del drago

Signora delle Stelle e dello Zodiaco

che conosci i luoghi della terra in cui il cielo si riflette e conosci il percorso del Drago Sole governando il calendario e lo scorrere del tempo

tu Regina Luna

la cui regalità è in relazione e riflette la regalità del tuo sposo il Sole

e che noi festeggiamo una volta al mese, felici ogni volta di partecipare all’unione fra te e il tuo sposo

tu che sei Triplice

sei la Saggia che segue il suo amato nelle tenebre e qui lo custodisce e lo protegge nelle profondità del suo ventre

sei Demetra e Madre che incoraggia il sole bambino a rinascere

e sei Venere, e Ishtar, Stella dell’Est e del Mattino, Fanciulla, bellezza del mondo che ritorna alla vita di cui Fauno si innamora e il Dio Lupo desidera, abbandonando così i regno della notte, perchè adesso è tempo di rinascere e di gioire, di fare festa, cantare e danzare

Tu Signora del Movimento, dell’incessante fluire, tu che conosci i misteri della morte e della rinascita che sono nell’eterna danza fra luce e tenebre, tra lupi e capre,

tu che sai guidarci con la fiaccola illuminandoci il cammino,

tu Signora degli opposti che sai dosare con sapiente alchimia nella danza con Soranus e ci doni la capacità di scegliere,

insegnaci adesso il mistero della rinascita, e dell’armonia, che è nell’equilibrio nel continuoi fluire, ed è un mistero d’amore, che è più forte della morte

Chi si effonde come fonte lo riconosce la conoscenza, e lo conduce rapito per il sereno creato, che spesso finisce con l’inizio e inizia con la fine

Tu Regina Capra e Lupo, regina delle streghe che sono capre che corrono con i lupi, scorri e vivi, scorri e vivi insieme a noi, che siamo studenti dei tuoi misteri e vogliamo tornare a vivere, a gioire, ad amare,

guida i nostri passi sul tuo corpo meraviglioso verso la luce, guidaci verso il tuo sposo,

non dimenticando i tempi bui,

non dimenticando che dal buio del tuo ventre viene la vita,

ma adesso è tempo di gioire, di danzare, di fluire con la vita che rinasce

tu Feronia, sii con noi, abbraccia il nostro abbraccio colmo di gratitudine per il tuo mistero e felice di poterlo celebrare insieme e con te, se vorrai essere con noi, ora e qui

Benvenuta Feronia!

 

LA STREGA CERCA CON AMORE

L’acqua scorre limpida dalla fonte di Feronia, scorre e vive, cerca con amore ancora e ancora toccando come un ruscello e un fiume attimi sempre diversi e luoghi da scoprire, sempre conservando la limpidezza che scaturisce dal cuore della terra ed è distillata nel tempo e nella conoscenza e si sublima, baciata dal sole, riflettendo i mille e mille colori del creato e diventando un arcobaleno di gioia…

La Strega è chi continuamente si trasforma, si cerca e cerca con amore e vuole conoscere ancora, e attinge a una fonte pura, come dicono Janet Farrar e Gavin Bone.

Ma partiamo dalla sintesi per (cercare di) analizzare le caratteristiche di questa Dea.

 

PROTETTRICE DEI LUOGHI SACRI

-Intanto, Feronia è “protettrice dei luoghi sacri” e legata a Luoghi particolari della nostra magnifica terra. “O per Giunone, che bel luogo per riposarsi! … Tutti i dialoghi di Platone cominciano in un luogo… spesso in riva a un fiume…Amore e Bellezza sono sempre collocati in un luogo. Passeggiamo nel giardino dell’anima… Solo alcuni momenti vivono di anima, ma ci viene offerto molto di più di quanto lasciamo entrare” dice James Hillmann, forse il più straordinario cantore contemporaneo del neopaganesimo. Da neopagani, amiamo Gaia, il mondo che abitiamo, ispirati da una divinità che vive in un luogo, ne ha le caratteristiche, amiamo la sua bellezza e ogni dettaglio della sua meraviglia ci trasmette “estasi dello spirito e gioia sulla terra”, come dice la Dea nell’Incarico, una sinestesia di colori, profumi, suoni, sensazioni, sapori che svegliando il nostro cuore illumina la mente e crea una connessione alata, spirituale con Gaia, il Cielo, fra noi.

ARMONIA CON IL MONDO

-La connessione e l’armonia con il mondo, con Gaia (Come sopra, così sotto/ Come dentro, così fuori), sono anche il frutto di un equilibrio e di un’armonia interiore, di una sintesi, che è lo scopo di ogni percorso psicologico, spirituale (di ogni vita). Nel neopaganesimo, e nella Wicca, lo si cerca e lo si raggiunge anche grazie al fatto che “crediamo” negli dei: molti dei, da sperimentare.

 

DIVINITA’ SOTEIRE E INIZIATRICI

-le divinità come archetipi e come “personalità vive, complete, sorprendenti” ci ispirano, ci fanno scoprire e agire parti di noi che non conoscevamo, ci invitano a un rapporto sempre in trasformazione che secondo le più “famose” guide Wiccan  fa evlovere sia noi che loro, le divinità. Grazie a noi loro si evolvono, non sono più quelle dei tempi antichi, e grazie a loro noi scopriamo il nostro divino interiore e entriamo in dialogo con il nostro Se’. Esistono divinità particolari, più di sintesi che altre, Soteire, più misteriose (nel senso che entrare in contatto con loro ci fa passare delle Soglie importanti, delle iniziazioni che ci fanno com-prendere meglio i Misteri della vita, morte, rinascita, amore, in cui c’è sempre un equilibrio spesso paradossale da intuire che infonde una limpidezza, uno stato di gioia, di consapevolezza gioiosa, un’armonia, un innamoramento della vita che rimane poi come “segno” o qualità del nostro agire…), e Feronia è sicuramente una di queste, per questo ha caratteristiche che ritroviamo in molte dee antiche. E in Feronia. Quali sono?

 

DANZA D’AMORE DI LUNA E SOLE

  • UNIONE, DANZA LUNA-SOLE. La danza d’amore  del Dio e della Dea che crea il mondo è uno dei punti-base della Wicca, e l’unione di Luna e Sole è presente in molte Dee antiche, per esempio Sophia. “Sophia è il sacro divino femminile nel suo aspetto di saggezza.  Il suo Amore è destinato a colmare non la fame del corpo né i bisogni dei sensi, bensì la sete di conoscenza, di crescita e di elevazione ed evoluzione spirituale. Lei presiede all’apertura mentale, è il ponte tra lo sconosciuto e il conosciuto. Lei ci liberà dalla schiavitù dell’ignoranza per vivere nella luce della Sapienza.  Ma Sophia è tale proprio perché ha già in sé le qualità della luna, il movimento crescente e decrescente dell’anima.  Lei è l’istinto trasformato in amore, l’amore trasformato in conoscenza. E’ l’acqua delle acque, la luna delle lune, come venere è stella del mattino e regina dei mari. Ella è unica come Gea che nella mitologia è madre e al tempo stesso sposa di Urano, come Iside che è sorella e amante di Osiride.  E’ la saggezza che viene dal cuore, l’io sento (luna) congiunta all’io sono(sole). Sophia è il giglio, il loto, il fiore siderale, la candida rosa, la divinità interiore. Lei è la forma che unisce le parti divise, la sintesi da cui è derivata l’analisi e che torna a farsi nuovamente sintesi. È il tutto che è più della somma delle parti, è l’insieme la cui forma dà vita ad un concetto nuovo, ad una nuova intuizione.” “Quando l?io afferra il suo movimento nel pensiero, egli viene a sapere della sua identità con il Logos. La “fede” neopagana è la paziente quotidiana educazione dell’anima, che dà modo all’Io di percepire la trascendenza come la sua identità con l’anima. In tal modo credere agli Dei conduce conduce alla comunione dell’Io con l’anima. Il divino da fede diviene certezza interiore, perchè si fa esperienza, non conoscenza o speranza. Più che un credere è un agire, un voler incontrare con tutta la dedizione e la certezza di riuscire. L’idea, intimamente vissuta, diviene più vera della realtà sensibile. … e l’Io non può essere senza Sophia: senza, non può mai arrivare a sapere di essere. Ha bisogno di un’immagine in cui sperimentarsi”. Con l’esilio di Sophia si può dire che si diede inizio a quella alienazione di cui soffriamo ora, come individui moderni, nel senso di perdita,  di tradimento, e di abbandono. Ciò che è stato esiliato è l’anima vitale, il genio o daimon, come viene chiamato da Hillmann. La strada per risvegliare questa Luce inizia quando prendiamo consapevolezza della nostra vita. La vitalità esprime l’integrità e intelligenza della forza vitale il cui risveglio pone fine all’esilio, rivelando che Sophia non solo è divina ma è la sorgente delle immagini divine, la psiche umana”.

UNA DEA INNAMORATA

-E’ UNA DEA INNAMORATA. Di Soranus, il Dio Sole. Ma se guardiamo bene, molte Dee antichissime sono innamorate.

E’ la danza d’amore fra Dea e Dio che crea la Ruota dell’anno, le stagioni, il mondo”, dice Vivianne Crowley. “Lui sveglia Lei con il suo corno dai suoi sogni, e Lei sveglia Lui”.

 

DEA DEGLI ORACOLI

-E’ UNA DEA DEI SERPENTI.E’ legata a una fonte sotterranea, a un Oracolo, in contatto con le forze ctonie di sapienza e trasformazione rappresentate dal serpente.

 

DEA CHE CONOSCE IL DESTINO

-E’ UNA DEA ASTROLOGA. Conosce il percorso del Drac, del Drago Sole, protegge gli animali dello Zodiaco e ispira il Calendario, e i Luoghi che protegge sono legati alle costellazioni celesti, sono i punti in cui il cielo incontra la terra, così come le costellazioni individuali, i nostri “oroscopi”, sono la mappa di un disegno celeste, di un daimon, un “destino”, che può/deve realizzarsi sulla terra (grazie anche all’ispirazione e alla connessione con Lei). Ogni uomo e ogni donna è una stella.

 

UNA UNIONE DI BELLEZZA E SPLENDORE

-E’ UNA DEA SPOSA. È la sposa di Soranus, il Dio Sole, come Dee antiche sono spose: Tanit, sposa di Bel-Belenos, la cui unione secondo molti ha dato origine a Beltane. Come Giunone sposa di Zeus, uno dei cui attributi è il pavone (il Pavone in alchimia simboleggia la purificazione dell’animo dominando gli aspetti negativi dello stesso concludendo nella bellezza e nello splendore, rappresentata dalla molteplicità dei colori della coda del pavone). Come Persefone sposa di Ade, a cui Soranus è anche associato. Unione Mistica, nozze sacre, Luna e Sole uniti, che sono anche l’emblema della sintesi, della integrità.

DEA TRIPLICE E CHE CONNETTE I MONDI

-E’ TRIPLICE. Come moltissime Dee antiche, ha tre aspetti che possono essere quelli di Fanciulla, Madre e Anziana, e anche la capacità di muoversi tra i mondi (di Sotto, di Mezzo e di Sopra).

 

DEA DELL’EQUILIBRIO

-RISTABILISCE L’EQUILIBRIO E CREA NUOVI EQUILIBRI. Come molte Dee della Saggezza, ci aiuta a trovare l’equilibrio, degli opposti, delle varie parti di noi. “Tu Signora degli opposti che sai dosare con sapiente alchimia e ci doni la capacità di scegliere,

insegnaci il mistero dell’armonia, che è nell’equilibrio nel continuo fluire, ed è un mistero d’amore, che è più forte della morte”.

Chi si effonde come fonte lo riconosce la conoscenza, e lo conduce rapito per il sereno creato, che spesso finisce con l’inizio e inizia con la fine”.  L’amore è il rapporto e la conciliazione del diverso, il motore della vita che si esprime nella dualità che tende all’unità.

 

CERCAMI DENTRO E FUORI DI TE”

-E’ ANCHE UNA DEA CTONIA E OSCURA. Come moltissime Dee, come forse quasi tutte. C’è un Incarico della Dea Oscura che assomiglia molto a Feronia:

Saggezza e potere sono i doni

della Dea Oscura della Trasformazione,

lei ci è nota come Kali, Hecate, Cerridwen, Lilith, Persefone, Morgana, Durga, Inanna, Tanit

e milioni di altri nomi.

Ascoltami figlio, e conoscimi per chi sono.

Sono con te fin da quando sei nato, e starò con te fino a quando ritornerai a me.

Io sono l’amante appassionata e seducente che ispira i poeti a sognare.

Io sono colei che ti chiama alla fine del tuo viaggio.

Dopo che il giorno è compiuto, i miei figli trovano la quiete benedetta nel mio abbraccio.

Io sono il ventre da cui ogni cosa nasce.

Tutte le cose devono tornare a me per rinascere nel Tutto.

Io sono la Strega che non ha regole

Colei che muove le maree del tempo e insegna i Misteri.

Io taglio la gola dei crudeli e bevo il sangue di chi non ha cuore.

Liberati dalle tue paure e vieni a me, scoprirai vera bellezza, forza e coraggio.

Io sono la furia che salva dall’ingiustizia.

Sono la forgia vellutata che trasforma i tuoi demoni interiori in strumenti di potere personale.

Apriti al mio abbraccio, sono la spada scintillante che ti protegge dalle ferite.

Sono il Trivio in cui tutti gli aspetti di te si uniscono in un arcobaleno di unione.

Io sono la vellutata profondità della notte, la bruma della mezzanotte che avvolge i misteri.

Sono la crisalide in cui guarderai in faccia ciò che ti terrorizza e farai fiorire la tua forza vibrante e rinnovata.

Cercami ai crocevia, e sarai trasformato, perchè una volta che mi avrai visto in faccia non c’è più ritorno.

Sono il fuoco che bacia

sono il calderone in cui tutti gli opposti crescono per conoscersi nella verità.

Sono la rete che connette ogni cosa.

Sono Colei che guarisce tutte le ferite,

la Guerriera che trasforma ciò che è sbagliato in giusto nel suo tempo.

Rendo forti i deboli

umili gli arroganti

sono la Giustizia temprata dalla Pietà.

E la cosa più importante di tutte,

Io sono te, figlio,

cercami dentro e fuori di te, e sarai forte.

Avventurati nel Buio così che potrai svegliarti a Equilibrio, Illuminazione e Integrità.

 

UNA DIVINITA’ CHE SPINGE ALLA SCELTA

-In generale, una spiritualità che NON contempla affatto divinità solo femminili (che sono sempre legate indissolubilmente a un compagno maschile) ma che sicuramente ha un focus sul femminile (rompendo una storia di duemila anni che ha valorizzato quasi esclusivamente il Dio maschile e “generato una ossessione del dolore e un senso di colpa paralizzante che deriva dal cristo in croce”, come dice Hillmann) ha grandissimi doni per noi uomini e donne di oggi. Parla il linguaggio dell’anima, ci fa entrare in contatto con la dimensione segreta e intima della nostra anima, Fonte da cui tutto sgorga? Psicologicamente, ci invita a un atteggiamento di conoscenza (Logos) unita a amore, quindi alla com-passione, com-prensione, condivisione. Conoscere con amore quindi, per amore. (Abbracciare le varie parti di noi, e gli altri, che per molti versi sono proiezioni di parti di noi, si sa, e “tenerle insieme” in armonia, dialogo, continua scoperta e conoscenza con un senso unificante, che mira alla piena realizzazione del nostro Io in connessione con il Sè e il mondo).

E le divinità antiche, come Feronia, sono anche divinità di Scelta (come, prima fra tutte, Ecate, che ci dona una conoscenza a 360 gradi, che vede nelle 3 direzioni, illuminando le zone oscure e gli abissi, ma ci impone anche di scegliere: “bene e male sono compresenti in ognuno di noi, ma noi siamo chi Scegliamo di essere”, lo dice anche Harry Potter… si sa bene insomma. Il mio nome d’Arte, Airesis, mi fu suggerito anni fa in una Visione proprio da Ecate, e il suo significato è Scelta).

 

CONNESSIONE CON LA NATURA: CHE COSA SIGNIFICA?

-Le divinità femminili, connettendoci alla Natura (sempre con l’aiuto del Drago Sole, che è anche il Tempo, lo scorrere lineare del tempo che nell’unione diventa un tempo wiccan, cioè a Spirale), ci impongono anche un tipo particolare di Scelta: se ci innamoriamo del mondo e di Gaia, come possiamo ferirla? Se amiamo, come possiamo non capire che stiamo bene noi solo se sta bene anche lui-lei? “La depressione è il male moderno. Deriva da duemila anni del senso del peccato, ma matto oggi è chi non si sente depresso, perchè il senso di isolamento, lutto, solitudine, tristezza che proviamo deriva soprattutto dalla distruzione che abbiamo portato al mondo”, dice ancora Hillmann. C’è chi cerca un Dio per paura della morte, chi per ringraziare e apprezzare la vita, e gli scienziati sono anche i poeti che tentano di capire il Gioco di Gaia e tentano di riprodurlo. La mentalità scientifica ha anche in parte distrutto Gaia. Ma come per ogni singola persona la sofferenza, le ferite, i disturbi sono un VULNUS, un’apertura, una straordinaria opportunità (per imparare, per capire chi siamo e chi vogliamo essere, che cosa gli Dei vogliono da noi), un dono inestimabile quando lo comprendiamo, così Gaia ci ricorda che l’Anima Mundi è anche sofferenza (esiste, semplicemente è, fa parte della vita), ma non è solo quella!, e ogni singola ferita che abbiamo inferto a Gaia ci parla di rimando. Così, in questa chiave, i disastri che per Gaia sono un semplice ristabilire l’equilibrio, per noi suoi ospiti ingrati possono diventare un prezioso linguaggio che ci guida. In un terremoto, tsunami, vulcano che esplode, tornado possiamo vedere i 4 elementi in azione e capire quale in particolare, in una certa zona, va riequlibrato… Certamente, un agire ecologico si impone. La bellissima canzone di Battiato, La Cura, si riferisce a qualcuno che amiamo, alla nostra anima, e anche a Gaia: E IO AVRO’ CURA DI TE. Perchè se seguiamo una religione o spiritualità al femminile abbiamo una enorme responsabilità: verso noi stessi, gli altri. E il mondo. Tutto è sacro, io sono sacro, tu sei sacro. E ogni essere senziente è sacro.

(In questa ottica secondo me va vista anche la diffusissima, eterna diatriba fra vegetariani, vegani e non: è una questione di scelta, intima e personale. Se io sento di ferire Gaia e me stesso nutrendomi di esseri senzienti, sarà mia la scelta su come comportarmi. Innegabile a mio parere è che se l’essere umano è superiore, ok, proprio per questo ha una responsabilità unica verso Gaia: può appunto scegliere. Abbastanza senza senso è l’obiezione comune “ma mangiare animali fa parte della Natura”: il nostro rapporto con la Natura è spirituale, e impone delle scelte. Sono tutte rispettabili, motivabili, ma sono comunque scelte, fatte spesso anche con un filo di ironia… neopagana??, senza cioè voler far proseliti: politeismo e varietà sono uno dei significati di neopaganesimo…).

Sviluppare una coscienza ecologica è comunque irrinunciabile. Quando qualche anno fa uscì il film Avatar la si chiamava anche “coscienza blu”, che è l’evoluzione di quella “verde”: se cioè l’ecologismo viene capito nella sua essenza, se Vediamo (come dicono i protagonisti del film, “io ti vedo”) che l’anima e il benessere di Gaia sono strettamente collegati alla nostra anima e alla nostra salute non solo fisica ma mentale, se cioè ragioniamo in termini di spiritualità, salvare il pianeta sarà un’esigenza, urgente, di tutti noi. E ognuno di noi può trasformarsi in guerriero di Gaia.

UNA COSCIENZA VERDE, BLU E ARCOBALENO

In questi ultimi mesi Gaia ci sta donando un tempo atmosferico un po’ tempestoso, per molti è “contronatura”, ma può anche essere un messaggio forte: quando piove molto, e le nubi si alternano con il sole, c’è anche la possibilità di vedere gli arcobaleni. E di sviluppare sì una coscienza blu, ma una coscienza arcobaleno appunto:

Il pianeta ha disperatamente bisogno di più operatori di pace, guaritori, restauratori, cantastorie e amanti di tutti i tipi. Ha bisogno di persone che sanno vivere bene nei loro luoghi. Ha bisogno di persone con il coraggio morale, disposti a unirsi alla lotta per rendere il mondo abitabile e umano”, dice il Dalai Lama.

E

Attraverso la consapevolezza di essere un progetto nel mondo, cioè una vita che si svolge in un tempo finito, che si fonda sulla Cura, ecco che riemerge il sacro come luogo nel mondo o come luogo interiore, ad ogni modo “concreto”. Un sacro che è spazio e apertura attraverso cui il divino, cioè ciò che nel sacro si può manifestare, si mostra all’uomo. La Wicca per noi è prima di tutto questo: quell’autentica cura che consente l’avvento del “colore”, quel turbinio di colori che sono l’essenza della spiritualità, e che conduce alla realizzazione della propria vita che, seppur limitata, attraverso i suoi limiti delinea quei confini che costituiscono il luogo sacro e quindi di nuovo la possibilità di apparire del divino. Praticare la Wicca è dedicarsi a colorare il mondo o meglio a far sì che i colori riemergano. È una vita a volte da artista altre da restauratore che si svolge in uno “spazio fra i mondi”, quello limitato dell’umano e quello misterioso e indicibile del divino” (Wicca, di Cronos).

E per citare un famosissimo passo di Il sentiero della Dea di Phyllis Curott,D’improvviso fui assolutamente certa di una cosa: la magia non è soltanto qualcosa che fai, ma anche qualcosa che l’universo fa insieme a te. E’ il nostro rapporto con il divino. Non c’è niente di più magico della presenza del sacro nella nostra vita. Cambia ogni cosa. E’ straordinaria, è magnifica e sfugge ai vincoli e ai limiti della nostra quotidianità. La magia è l’arte di vivere una vita creativa, benedetta dalla presenza divina. Non è qualcosa che facciamo all’’universo; è ciò che l’universo vivo fa con noi, una volta che ci siamo resi conto della sua divinità. E’ la danza sacra che condividiamo. E’ gioiosa, erotica, estatica, e quando avviene le rose fioriscono nella neve di dicembre, le farfalle si posano sugli alberi del Costarica e gli innamorati si ritrovano attraverso il fiume del tempo. Pensai a quegli ultimi anni e al mio bisogno d’amore. Le persone sanno istintivamente che quando si innamorano il mondo diviene pieno di magia. Ciò che non sanno è che quando scopriamo che l’universo è pieno di magia ci innamoriamo del mondo”.