Divinazione: sperimentare la connessione con gli Dei, con l’universo,
capire il nostro ruolo in esso e… Divin-Agire

Intervista con Janet Farrar e Gavin Bone di Valentina Minoglio

La natura le fa streghe. È il genio della donna e il suo temperamento. Ella nasce fata. Il ritorno regolare dell’esaltazione la fa sibilla. L’amore la fa maga.

L’uomo caccia e combatte. La donna gioca d’ingegno e di fantasia. Crea sogni e dei. In certi giorni è veggente: ha l’ala infinita del desiderio e del sogno. Per meglio computare i tempi, osserva il cielo. Ma il suo cuore non è meno attaccato alla terra. Fiore, china gli occhi sui fiori amorosi, e con loro si lega d’amicizia personale. Donna, chiede loro di guarire quelli che essa ama.

Semplice e commovente inizio delle religioni e delle scienze! Col procedere del tempo cominceranno le suddivisioni: comincerà l’uomo specializzato, il giullare, astrologo o profeta, negromante, sacerdote, medico. Ma al principio Donna è tutto.

Una religione forte e vivace, come fu il paganesimo greco, comincia con la sibilla, finisce con la strega.

La prima, bella vergine, in piena luce, lo cullò, gli diede l’incanto e l’aureola. Più tardi, deluso, infermo, nelle tenebre del Medioevo, nelle lande e nelle foreste, fu messo in salvo dalla strega. La intrepida pietà di lei lo nutrì, lo fece vivere ancora.

Quanto le costa la sua fedeltà! Regine, maghe della Persia, meravigliosa Circe! Sublime Sibilla! Che ne è stato di voi? E quale barbara trasformazione! Colei che dal trono d’oriente insegnò le virtù delle piante, e il percorso delle stelle, colei che a Delfi, raggiante del dio della luce, dava responsi al mondo genuflesso…dopo mille anni è cacciata come una belva, inseguita ai crocicchi, villipesa, lapidata, posta sui carboni ardenti!!

La Sibilla prediceva il destino. E la strega lo fa. Ecco la grande, la vera differenza. Essa evoca, scongiura, fabbrica il destino. Non è la Cassandra antica, che scorgeva il futuro e lo attendeva. La strega crea il futuro. Meglio che Circe, meglio che Medea, ha in mano la verga del miracolo naturale, e per aiutante la sorella natura. Essa ha i lineamenti del moderno Prometeo: LA STREGA RUBA IL FUOCO. Al contrario della Sibilla, che sembrava contemplare l’aurora, essa contempla il tramonto. Ma appunto questo tramonto e questa notte dà, molto prima dell’aurora, un’alba anticipata del giorno.

 (Jules Michelet, La strega, ed. Einaudi. Dall’introduzione).

Divinare: qualcosa che ha a che fare con la divinità. Sembra molto semplice, ma lo è? Comprendere questo comporta spesso anni di tentativi, di sperimentazioni, di “studi” e di domande, che difficilmente hanno una risposta certa e definitiva. È un’Arte, la divinazione, che ci accompagna tutta la vita e, come sempre accade, più ne sai più ti accorgi di non saperne. Credo però che valga la pena porsele, queste domande, e nel mio caso, a questo punto del percorso, ho voluto chiedere a due persone molto molto esperte in questo, Janet Farrar e Gavin Bone, che tengono, anche, workshop sulla divinazione da decenni in tutto il mondo. Non sono gli unici, sicuramente, ma la mia sensazione è che abbiano molti “segreti” da svelare, e che questo accada, in parte, proprio nei loro workshop. Questo articolo allora non svela particolari segreti, piuttosto pone tantissime domande! È una riflessione sulla divinazione, che voglio condividere perchè sono sicura che chiunque se ne occupi ha le stesse domande. Ad alcune domande Janet e Gavin hanno risposto, ma è solo un accenno, più che altro un fare chiarezza su cosa la divinazione non è. I suoi segreti, i Misteri, “vanno sperimentati, e sono connessioni con l’universo che spesso abbiamo perso”, dice Gavin Bone.

IL FUTURO SI PUO’ PREVEDERE?

Ma cerchiamo di andare per gradi. Divinare, qualcosa che ha a che fare con gli dei, entrare in contatto con la divinità. Uno strumento antico, usato da sacerdotesse e sacerdoti per rivelare il disegno degli Dei. Ma oggi? A chi e per che cosa può essere utile la divinazione? La citazione di Michelet esprime quello che la Wicca intende per divinazione. Questo aspetto, o branca, della pratica magica ed esoterica suscita da sempre un grande interesse, in chi segue un percorso spirituale neopagano ma anche in chi non ne segue nessuno. Un interesse che si traduce nella domanda classica: ma il futuro si può prevedere? Con le varianti: esiste il destino? Come si può conoscerlo? Che cosa farà tizio e caio? Fino alle domande da sempre più gettonate che sono: quando incontrerò il vero amore?, e simili. Peccato, che da arte antica e sacra la divinazione venga troppo spesso vissuta come una predizione del futuro. Certo la domanda esiste un destino è una buona domanda… In secoli e secoli una risposta certa non è stata data. C’è un disegno già scritto, oppure esiste il libero arbitrio, o ancora è tutto un caso? Proviamo a vedere un po’ di storia.

ORACOLI ANTICHI E CONCETTO DI DESTINO

Gli Dei antichi parlavano attraverso le parole dei poeti, dei sacerdoti, e degli Oracoli di sibille, Pitie, pitonesse. Ma anticamente il Fato era sovrano, a esso dovevano sottomettersi tutti, anche gli Dei. Anche se proprio interrogando gli Dei le varie sibille e Pitie potevano in parte svelare frammenti del destino, vedere il futuro anche se fra le nebbie, dare oracoli sempre ambigui, non del tutto chiari.

CONOSCI TE STESSO, CREA IL TUO DESTINO?

L’oracolo più importante del tempo, comunque, dava già un’indicazione che suona come il principio base di questa tematica (è sempre quello!): a Delfi c’era scritto GNOZE TE AUTON, conosci te stesso. Questo il principio, questo il fine del viaggio. Conosci te stesso… quindi, vuol dire anche che in te stesso ci sono gli Dei…? cominciamo ad avvicinarci.

Nelle epoche seguenti, riassumendo al massimo, vediamo che il concetto di Fato e destino viene a coincidere con Dio, il dio cristiano, che tutto crea e conosce. Conoscere in generale è male: è una tentazione del Diavolo, che porge il frutto dell’albero della conoscenza. Maligno. Per dannare l’uomo, che infatti nasce marchiato con il peccato originale, e solo la grazia di dio-Gesù può salvarlo. E il suo peccato originale è poprio questo: voler conoscere. Cioè, credersi dio!

Tutti i sentieri esoterici, che già allora nascevano, si snodano proprio su questo concetto: voglio conoscere, credo che esista una scintilla divina in me, e la voglio sviluppare. Questo mi porterà a conoscere me stesso, quindi Dio, quindi il mondo: ecco il Mago.

Dopo il Medioevo buio, nel Rinascimento, si sviluppa questa figura: l’uomo artefice del proprio destino, l’Homo Faber (destini sui), un uomo completo che è insieme mago, astrologo, scienziato, medico, artista, letterato. Sapiente. Egli vuole conoscere e molte volte Sa.. Persone come Galileo, per esempio, che viene condannato per essere un astrologo. O Giordano Bruno, che muore perchè è una strega. Persone che vogliono conoscere.

E nasce, o perlomeno si sviluppa, il dibattito secolare che è un po’ il nodo della nostra questione: il conflitto fra destino e libero arbitrio.

Alcuni testardi.., si ostinano a cercare di capirci qualcosa: gli astrologi per esempio. Che anticamente, come gli egizi di Denderah, o i persiani, i famosi Magi, erano astrologi e anche sacerdoti. Cercavano di capire il volere degli Dei e di Dio. A un certo punto questo legame si perde e gli astrologi si laicizzano sempre di più. Fino ad arrivare all’astrologia moderna, in cui il conflitto è con un altro Dio che sembra assoluto, cioè la scienza: l’astrologia non è una scienza, non può dimostrare la verità della sua esistenza, sono tutte… favole, e quindi non vale nulla. Il dio-scienza detta legge: se non è una scienza, una cosa non ha valore.

Nonostante questo l’astrologia, nata come culla delle scienze (medicina, astronomia, psicologia nascono da qui!), si sviluppa usando anche criteri scientifici, primo fra tutti il criterio psicologico: Jung come si sa era anche un astrologo, e l’astrologia moderna è soprattutto umanistica, cioè a stampo psicologico: in sintesi, nasciamo con certi “tipi” psicoloogici più sviluppati di altri, con un carattere particolare, e il carattere determina il destino. Molto in sintesi, ma è così. I pianeti sono archetipi psichici e il loro combinarsi dà vita al nostro “tema natale”, o destino. In una infinita varietà, è vero… ma è comunque qualcosa di già scritto. E il libero arbitrio che fine fa? Gli astrologi moderni sospendono il giudizio… Anche i più bravi e onesti, dicono che il destino è lì, nel tema natale, un bravo astrologo ci può leggere tutto, tutto quello che accadrà, e quando, e come. E arriviamo a molti astrologi contemporanei che sono più dogmatici di un prete medievale: se hai un trigono così e così, ti accadrà questo e questo, inutile discutere!, o illudersi, è così.

Ma con i Tarocchi o altre arti vale lo stesso: robe da fattucchiere, dicono le “persone serie”. Poteri occulti insondabili, dicono le fattucchiere in questione: vale a dire, il tuo destino è già scritto, certo!, e solo io che ho i poteri posso vederlo!

TAROCCHI, RUNE, E UN COLOSSALE FRAINTENDIMENTO

Il primo punto è chiaro, allora: la Divinazione non è prevedere il futuro. Ma di che cosa si tratta allora? La Wicca come particolare percorso spirituale e religioso lo chiarisce bene: Divinare vuol dire proprio mettersi in contatto con il divino, gli Dei e il divino in noi, in una dimensione che è atemporale ( passato, presente e futuro non esistono. Sono una illusione? E il tempo della strega è il presente vissuto con consapevolezza, cioè il Qui e Ora. E connettersi a questa dimensione, che è anche quella degli Dei, racchiude il senso della divinazione).. Ma è anche qualcosa in più, incredibilmente importante: come diceva Michelet “la Sibilla predice il futuro, ma la Strega lo crea”, e quindi si può parlare di DIVINA-AZIONE, nel senso di una co-creazione del nostro destino con l’aiuto della connessione agli Dei. Siamo artefici del nostro destino, e con l’aiuto degli Dei c’è la possibilità di scegliere la strada più giusta per noi. Un aiuto che deriva da un rapporto, una relazione, con gli Dei. Che si instaura anche con tecniche di divinazione: le rune, i tarocchi, che aprono la mente ai simboli, agli archetipi, e attraverso i quali gli Dei comunicano con noi. L’astrologia, che in questo senso è sicuramente una tecnica di divinazione (rappresenta il disegno del Cielo sulla Terra che va compreso e non solo, realizzato). Ma anche altre tecniche divinatorie antiche e ancora misteriose.

RICOMINCIAMO DA CAPO PER ANDARE PIU’ AVANTI

Tutto questo chi segue un percorso neopagano lo sa già. Giusto? E allora? C’è altro da sapere? Sì. Dopo aver sperimentato tutto questo, sorgono altre domande. In qualche anno di esperienza, e “chiacchierando” con Janet Farrar e Gavin Bone, siamo arrivati qui. Ma è proprio quando sembra di aver capito molto di una questione che, a molti, sorge il desiderio di ricominciare. Arrivati fino a qui, come si va avanti? Ricominciamo da capo allora. Velocemente, riassumiamo i punti fondamentali con l’aiuto delle parole precise di Janet Farrar e Gavin Bone, che sono particolarmente chiare, semplici. E cerchiamo di arrivare al punto essenziale: divinazione, cioè rapporto diretto con la divinità. Tenendo sempre presente una linea-guida che Gavin Bone indica molto bene: “è importante sempre unire Conoscenza e Compassione”: la qualità forse più importante di una buona divinazione, per noi stessi, per qualcuno, per Sapere in generale. Essere interpreti della divinità richiede una grande saggezza, sensibilità, intuizione, consapevolezza, umanità, ispirazione e umiltà.

- Quale è la vostra definizione di Divinazione?

Non è sicuramente prevedere il futuro, ma piuttosto un comprendere il passato, capire come ha portato a una situazione presente e da questa comprensione arrivare a decisioni giuste per noi e per il nostro futuro. La Divinazione è uno strumento per avere un suggerimento, un consiglio (la parola Runa per esempio significa sussurro, un consiglio lieve che attiva la nostra capacità di comprensione e decisione, e la nostra intuizione, che alla lettera vuol dire “essere nel Dio”, in contatto stretto con la divinità ndr). Per chi non è neopagano, invece che di divinità si parla di Sè: essere in contatto con il nostro Sé ci apre a comprensioni che vanno oltre la dimensione presente. Ci aiuta a vedere aspetti della nostra vita di cui non siamo ancora consapevoli. Per chi non è wiccan è comunque uno strumento utilissimo, se usato in questo senso. Per i neopagani aiuta a raggiungere l’obiettivo di ogni spiritualità: la connessione con il divino.

- Oggi, adesso, la Divinazione ha un ruolo particolare? Sono tempi di risveglio, è vero?

Pensiamo proprio di sì. Con così tanta negatività nelle vite odierne: la recessione, le guerre e il relativo stress, noi crediamo che aiuti le persone ad avere speranza per il futuro, ad averne una “visione” diversa, invece che lasciarsi prendere dalla stessa negatività. Con il consiglio delle carte, o delle rune, con l’immagine che ti trasmettono, puoi cambiare la tua visione, e se riesci a immaginare un futuro diverso, il presente cambia e così anche il futuro. Comunque, crediamo che questo sia un momento di risveglio, inteso soprattutto come responsabilità indviduale per noi stessi che diventa sempre più importante.

- Si può quindi intendere un percorso spirituale anche come un cammino di guarigione in senso olistico, e in che senso la divinazione può aiutare? Quali rischi invece comporta?

La divinazione è uno strumento di guarigione semplicemente perchè è uno strumento di counseling. Permette cioè alle persone di avere consapevolezza, integrare e accettare le proprie ed altrui azioni passate che possono aver causato danni a livello emotivo, psicologico e/o spirituale in vari modi. Questo è il primo passo che permette alla guarigione di avvenire. Come tutte le forme di guarigione olistica quando inizi ad imparare, la prima cosa che succede è l’inizio della tua guarigione! Imparare una forma di divinazione così come i Tarocchi è anche un’esplorazione di te stesso e della tua personale psicologia. Ogni problema non trattato verrà velocemente in superficie durante il processo di apprendimento. Per citare una vecchia frase magica: “la prima cosa che la Magia cambia è il Sè”, e questo vale anche per la divinazione. Come tutte le forme di guarigione ci possono essere dei rischi. Questi rischi arrivano dal praticante più che dal metodo stesso e riguardano l’etica personale dell’individuo. Tutti i metodi di guarigione devono essere presi seriamente e questo è ancora più vero quando si tratta di divinazione. Non dovrebbe essere trattata come un gioco perchè influenzare molto profondamente le prospettive individuali sulla vita.

- Nel discorso psicologico di Individuazione del Sè (e quindi di connessione con il divino in noi) quale ruolo ha la Divinazione?

Ci aiuta a vedere come adattarci alla vita. Anche se può farci sentire “piccoli” ci mostra che siamo parte della “macchina spirituale della vita”. Sebbene ci faccia sentire come un piccolo ingranaggio, noi siamo importanti come chiunque altro e una nostra piccola azione può avere un effetto importante sul futuro di tutti. Se usata propriamente, la divinazione ci consente di mantenere in equilibrio ego, persona e ombra.

- Voi usate tecniche particolari? Che riprendono anche tecniche magiche antiche che nessuno oggi conosce più?

A parte i tarocchi (Janet) e le rune (Gavin), noi pratichiamo le tecniche di Trance-Profetica che consentono una connessione diretta con il divino nelle sue svariate forme. Quando una divinità (Dio o Dea) viene contattata, tramite le tecniche che abbiamo ri-scoperto e sviluppato, spesso da’ un consiglio, una divinazione, un oracolo a coloro che sono presenti. Questa è la DIVINA-AZIONE nella sua forma più pura.

- Perchè è’ così importante il contatto diretto con la divinità?

Noi crediamo che questo sia l’obiettivo ultimo di tutte le vere spiritualità. Non ha importanza se ti chiami Cristiano, Ebreo, Mussulmano, Induista, Buddista o Pagano, la tua religione diventa un dogma senza senso a meno che non si volga a cercare di contattare la coscienza divina superiore. Sia nella nostra pratica personale che stregonesca questo è diventato uno degli obiettivi principali di ciò che insegnamo: quella che noi chiamiamo “Stregoneria incentrata sulle divinità”.

- In quali modi il divino può manifestarsi direttamente nella vita di una persona? I sogni, per esempio? E come distinguere una “chiamata”?

Si può manifestare in modi differenti. Nei sogni, ma anche in stati di trance spontanea, “realizzazioni” (nel senso di avere un’eureka !) e quello che Jung chiama “sincronicità”. La spiritualità personale è completamente soggettiva, naturalmente, quindi non ci sono specifiche vie in cui le divinità si manifestano. Per ogni persona sarà unico. Ciò che è importante è il cambiamento che si verifica da quell’incontro, piuttosto che come si è verificato. E’ un cambiamento in te che ti consente di riconoscere ciò che è avvenuto dentro di te e, sebbene soggettiva, molti descrivono la sensazione di connessione con l’universo e la realizzazione del loro posto in esso, un’epifania di scopo.

- Insegnate delle tecniche particolari di divinazione con tarocchi e rune?

Sì. Ma ovviamente nei seminari di un week end possiamo dare solo un assaggio di come lavorano. Così noi mettiamo enfasi sul metodo di insegnare a se stessi e i personali “Tips&Tricks”, i trucchi, che abbiamo imparato nel corso degli anni.

- Che ruolo ha la Divinazione nel vostro particolare percorso spirituale e Wiccan?

Bene, la pratica personale di Gavin è centrata sulle Rune. Il suo personale percorso magico è Galdr (in norreno antico significa “incanto”, quindi una forma di magia runica) la creazione di Rune legate, incanti runici e talismani. Janet pratica I tarocchi da oltre 40 anni ed è meglio conosciuta come “lettore”. Entrambi li consideriamo come una parte intrinseca del nostro personale percorso spirituale. Noi pratichiamo anche, come abbiamo menzionato prima, la Trance-Profetica che ci permette la connessione diretta con le divinità. Anche questo è qualcosa che insegnamo pubblicamente perchè sentiamo che è importante condividere ciò che abbiamo imparato riguardo alla connessione con le divinità. Anche questa condivisione è parte della nostra personale via spirituale.

Siamo arrivati alla fine di questo breve viaggio nel mondo della divinazione. Alla fine? Non avete la sensazione che dopo tante parole (che pure servono, per inquadrare qualcosa, per spiegare vagamente, per ispirare, per capire se una cosa ci interessa o meno…) di essere… proprio all’inizio di un viaggio entusiasmante? Io sì. Non vedo l’ora di continuare questo viaggio, sicuramente il workshop di Janet e Gavin sarà una tappa fondamentale. Se divinazione è essere in contatto, costante?, con la divinità, come si attua questo nella nostra vita di tutti i giorni? Sarebbe bello condividere pareri, esperienze… Se vorrete, lo faremo, sempre… qui.

(alcuni pezzi di questo articolo sono ripresi da un mio articolo sulla Divinazione tratto dal libro I principi della Wicca, a cura di Cronos e Carmilla, edito Athame)

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